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Dallo Stadio - 13/09/2021

Mourinho: “Corsa sotto la Sud? Sembravo Jacobs. Mille panchine? Avevo paura di ricordarle con una sconfitta”

Tutte le dichiarazioni di José Mourinho al termine della vittoria della Roma allo scadere contro il Sassuolo, nel match valido per la terza giornata di Serie A.

Mourinho a Dazn

Lei che corre sotto alla Curva Sud è perché è speciale. Come mai è così importante il gol di El Shaarawy?
“Perchè ho provato a convincere anche me stesso che questa non fosse una partita speciale. Questa è una partita speciale, questa è la numero 1000. Avevo una paura tremenda di perdere questa partita. Una sensazione incredibile anche perchè la partita poteva finire 6-6, 7-7. Rui due parate incredibili, noi sbagliati gol a porta vuota. Oggi non ho avuto 58 anni, ma solo 10-12-15 a sognare con una carriera nel calcio. Una corsa di un bambino. Mi sono scusato con Dionisi. Partita fantastica, abbiamo vinto ma potevano farlo anche loro”.

Lo sa che ha stabilito un altro record? Per la prima volta ha vinto le prime 5
“No non lo sapevo. Non sono questi i numeri che cerco. Sono contento per i 3 punti. Non posso dimenticare il feeling che ha Dionisi adesso, è un bravo allenatore. L’identità è di De Zerbi e lui ha fatto un nuovo ‘finger print’ con una base molto buona. Qualcuno lassù ha deciso che non dovevo avere una memoria negativa in 1000 partite. Dionisi è qui e deve andare a Sassuolo, vieni qua, parla prima te…”

Mourinho in conferenza stampa

“Ho già detto che era tutta la settimana che sono stato bugiardo anche con me stesso perché era importante questa partita. Penso che non dimenticherò mai la millesima panchina, soprattutto con una vittoria come questa. Tiago Pinto dice che è stata la giustizia del dio del calcio che non poteva permettere di non vincere a Mourinho di non vincere la millesima partita e forse ha ragione. Se loro avessero vinto, sarei stato zitto perché avrebbero meritato. Poteva succedere di tutto nel finale e anche noi abbiamo meritato”.

Sull’atteggiamento
“E’ stata una gara tremendamente difficile. Una partita dopo due settimane orribili anche se abbiamo giocato con tre calciatori che hanno fatto novanta minuti in Nazionale. Karsdorp aveva avuto un problema a inizio settimana, Mancini e Pellegrini non si erano allenati bene. Abbiamo avuto crampi durante la partita. Il Sassuolo è molto difficile da pressare. Abbiamo avuto tante opportunità per vincere ma abbiamo lasciato tanto spazio per i loro contrattacchi. E’ un rischio che potevamo prenderci, soprattutto perché l’umore è alto. C’era stata frustrazione per i 3 minuti di recupero segnalati, ma nonostante questo la gente è andata fino all’ultimo a tifarci. Oggi abbiamo avuto una mentalità top. Mi sembra che questa Serie A è diversa rispetto a quella di dieci anni fa che avevo conosciuto. Quell’Inter era più forte, ma c’erano solo 3-4 squadre forti forti. Oggi ci sono un paio di squadre di livello diverso, ma poi ce ne sono altre sette-otto con qualità e che giocano a calcio. Non c’è la mentalità della piccola che viene nello stadio grande ad aspettare. La Fiorentina e il Sassuolo vengono qui e giocano come hanno fatto. Complimenti ai miei ragazzi e alla connessione con i tifosi”.

Su Reynolds
“Karsdorp era morto, aveva i crampi. Traore e Boga lo stavano ammazzando. Ho pensato che se facciamo un gol non sarà per Karsdorp, se lo prendiamo potrebbe dipendere da lui. Se avessi avuto Ibanez in panchina avrei messo lui. Questa è la differenza tra noi e gli altri. Avete visto chi ha messo Simone Inzaghi con i 5 cambi? In qualche posizione, però, abbiamo anche noi giocatori di qualità e di esperienza. Reynolds è un ragazzino, in un’occasione invece di sparare la palla dove erano i Friedkin ha concesso un altro attacco. Questi ragazzi devono crescere a poco a poco”.

Mourinho a Roma TV

Durante la settimana cercavo di convincere tutti che non era una partita speciale per me, ma lo era. Non volevo immaginare tra dieci anni una sconfitta, non volevo ricordarla, scusate, come una partita di m****a. Volevo tanto vincere questa partita. Per questo e per altre ragioni. Partita difficile, poteva finire 6-6, partita bella, potevano anche vincere loro. Partita di emozione, incredibile. Vincere così…sembrava che la palla non volesse entrare. Nella porta della Curva, con le emozioni, la squadra, la panchina, una meraviglia. Per noi, non per loro. Uno a uno con la partita aperta, abbiamo rischiato. Non abbiamo avuto paura di perdere, abbiamo messo tutto. Abbiamo rischiato. Qualcuno dirà che Rui è stato fantastico, ma certo, lui è un nostro giocatore. E’ una partita da non dimenticare. Tiago dice che Dio non poteva permettere che alla mia millesima partita non vincessi. Se qualcuno pensa che io sia vecchio, ho provato con questo sprint che sembravo Jacobs che sono fisicamente a posto”

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